🍉 Oltre i tribunali e i campi: l’ascesa dell’ADR nelle controversie sulle Varietà Vegetali
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- 3 giorni fa
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di Pierfrancesco C. Fasano
Introduzione – Quando l’innovazione supera il contenzioso
I diritti sulle varietà vegetali (Plant Variety Rights – PVR) si collocano all’incrocio tra scienza, politiche dell’innovazione, biodiversità e commercio globale. Il miglioramento genetico moderno si fonda su tecniche avanzate, marcatori molecolari, collaborazioni di ricerca transfrontaliere e filiere commerciali complesse. Ne consegue un aumento sia della frequenza sia della sofisticazione tecnica delle controversie in materia di titolarità, licenze, contraffazione e, in misura crescente, di Varietà Essenzialmente Derivate (Essentially Derived Varieties – EDV).
Il contenzioso giudiziario tradizionale, incardinato in procedure nazionali, risulta spesso inadeguato a tali caratteristiche: è lento, pubblico, frammentato sul piano giurisdizionale e raramente attrezzato per la gestione efficiente di prove scientifiche complesse. In questo contesto, i metodi alternativi di risoluzione delle controversie (Alternative Dispute Resolution – ADR) — mediazione, arbitrato e determinazione tecnica (expert determination) — emergono come complemento necessario all’aggiudicazione, all’interno dell’ecosistema internazionale della protezione delle varietà vegetali delineato dall’International Union for the Protection of New Varieties of Plants (UPOV) e, a livello dell’Unione europea, dal sistema del Community Plant Variety Office (CPVO).
UPOV: armonizzazione sostanziale e silenzio procedurale
UPOV ha conseguito risultati significativi nell’armonizzazione delle basi sostanziali della protezione delle varietà vegetali attraverso criteri uniformi quali novità, distinzione, omogeneità e stabilità (DUS). La Convenzione UPOV, in particolare nella versione del 1991, offre un linguaggio giuridico coerente e condiviso per i diritti dei costitutori.
Sul piano procedurale, tuttavia, UPOV mantiene una posizione di neutralità: non amministra procedure di mediazione o arbitrato né designa organismi per la risoluzione delle controversie tra privati. Le controversie fondate su legislazioni nazionali conformi a UPOV — incluse quelle relative a titolarità, EDV o licenze — sono pertanto devolute ai giudici nazionali, con il rischio di procedimenti paralleli e decisioni non uniformi. Sebbene la pianificazione strategica di UPOV ponga crescente enfasi su efficacia del sistema, qualità e fiducia degli utenti, l’ADR resta un elemento implicito e non strutturato.
Il sistema CPVO: diritti centralizzati, tutela decentrata
Il sistema dell’Unione europea, disciplinato dal Regolamento (CE) n. 2100/94, istituisce un diritto comunitario sulle varietà vegetali valido in tutti gli Stati membri. Dal punto di vista amministrativo, si tratta di uno dei sistemi regionali di PVR più avanzati a livello globale. Sotto il profilo procedurale, tuttavia, il quadro è articolato.
Le controversie di diritto pubblico relative alle decisioni del CPVO sono trattate mediante i rimedi interni e il controllo giurisdizionale dell’Unione. Le controversie di diritto privato — quali azioni di contraffazione, conflitti sui canoni di licenza o inadempimenti contrattuali — restano invece affidate ai giudici nazionali. Questa scissione strutturale genera incertezza e costi, soprattutto quando una medesima controversia incide simultaneamente su più mercati.
L’ADR non è formalmente integrato nel sistema CPVO; nondimeno, la natura stessa del titolo unitario, l’elevata tecnicità della materia e la forte interdipendenza commerciale tra titolari e utilizzatori rendono l’ADR particolarmente idoneo a prevenire o risolvere le controversie.
Perché l’ADR è adatto alle controversie su PVR ed EDV
Le controversie in materia di varietà vegetali presentano caratteristiche che si adattano all’ADR: sono guidate dalla scienza e spesso ruotano attorno a conformità genetica, comparazioni fenotipiche o metodologie di prova. Coinvolgono dati riservati e segreti commerciali. Sorgono inoltre, con frequenza, tra soggetti — costitutori, imprese sementiere, istituti di ricerca — destinati a collaborare anche dopo la definizione del conflitto.
La mediazione consente di preservare le relazioni e di costruire soluzioni economicamente sostenibili, quali modelli di licenza rinegoziati o schemi di sfruttamento collaborativo. L’arbitrato offre una decisione rapida, unica ed esecutiva per controversie transfrontaliere. L’arbitraggio, infine, è particolarmente adeguata alle questioni EDV, nelle quali il nucleo del conflitto non è l’accertamento di una responsabilità giuridica, bensì la qualificazione tecnica.
L’ADR come contrattuale come strumento di governance
In assenza di un livello ADR dedicato all’interno della Convenzione UPOV o del sistema CPVO, l’elaborazione contrattuale assume un ruolo decisivo. Clausole ADR accuratamente redatte trasformano la risoluzione delle controversie da rimedio reattivo a meccanismo di governance prevedibile, proporzionato e sostenibile.
Gli approcci multi-step sono sempre più utilizzati negli accordi sulle varietà vegetali per indirizzare le controversie verso lo strumento più idoneo: le questioni commerciali verso la mediazione, quelle scientifiche verso l’arbitraggio (expert determination), e le controversie giuridiche residue verso l’arbitrato. Di seguito si propongono quattro clausole-modello, idonee per contratti di licenza, collaborazioni di ricerca e accordi di moltiplicazione sementiera.
Modelli di Clausole ADR per le controversie sulle varietà vegetali
1. Clausola di mediazione
Qualsiasi controversia, contestazione o pretesa derivante da o connessa al presente Contratto, incluse quelle relative ai diritti sulle varietà vegetali, alla titolarità, all’estensione della protezione, ai corrispettivi o all’esecuzione contrattuale, sarà sottoposta a mediazione quale condizione preliminare rispetto al ricorso al giudice o all’arbitrato.
La mediazione sarà riservata e condotta da un mediatore con adeguata esperienza in materia di proprietà intellettuale e varietà vegetali. Salvo diverso accordo, la mediazione avrà inizio entro quaranta (40) giorni dalla richiesta scritta e si concluderà entro centottanta (180) giorni dalla nomina del mediatore, prorogabili su consenso scritto delle parti per altri 90 giorni.
La partecipazione alla mediazione avverrà senza pregiudizio dei diritti delle Parti, fatta salva l’efficacia vincolante dell’eventuale accordo di conciliazione.
2. Clausola di arbitrato
Qualsiasi controversia derivante da o connessa al presente Contratto, incluse le questioni relative alla sua esistenza, validità, interpretazione, esecuzione o risoluzione, che non sia stata risolta amichevolmente o mediante mediazione, sarà definita in via definitiva mediante arbitrato.
L’arbitrato sarà condotto da uno o più arbitri con riconosciuta competenza in materia di proprietà intellettuale e protezione delle varietà vegetali.
Sede dell’arbitrato, lingua del procedimento e legge applicabile saranno quelle concordate dalle Parti.
Il lodo arbitrale sarà definitivo e vincolante e potrà essere eseguito in qualsiasi giurisdizione competente.
3. Clausola di Arbitraggio (Expert Determination)
Qualsiasi controversia avente ad oggetto prevalentemente questioni tecniche o scientifiche, incluse, a titolo esemplificativo, la qualificazione di una varietà come Varietà Essenzialmente Derivata, la conformità genetica, la comparazione fenotipica, l’analisi dei marcatori molecolari o la metodologia di prova, sarà deferita a determinazione tecnica.
L’esperto agirà in modo indipendente e imparziale e dovrà possedere riconosciuta competenza nel miglioramento genetico, nella genetica o in altra disciplina scientifica pertinente.
La decisione dell’esperto sarà vincolante per le Parti con riferimento alle questioni tecniche sottoposte, salvo il caso di errore manifesto o dolo.
4. Clausola ADR multi-step (mediazione – arbitraggio – arbitrato)
Qualsiasi controversia, contestazione o pretesa derivante da o connessa al presente Contratto, incluse quelle relative ai diritti sulle varietà vegetali, alle Varietà Essenzialmente Derivate, alla titolarità, alle licenze, ai corrispettivi, alle valutazioni tecniche o all’esecuzione contrattuale, sarà risolta secondo la seguente procedura articolata.
(a) Mediazione
Le Parti tenteranno anzitutto di risolvere la controversia mediante mediazione, riservata e condotta da un mediatore esperto in materia di proprietà intellettuale e varietà vegetali. Salvo diverso accordo, la mediazione avrà inizio entro trenta (30) giorni dalla richiesta scritta e si concluderà entro sessanta (60) giorni dalla nomina del mediatore.
(b) Arbitraggio (Expert Determination)
Qualora la controversia coinvolga principalmente questioni tecniche o scientifiche, incluse la qualificazione EDV, la conformità genetica, la comparazione fenotipica o la metodologia di prova, tali questioni saranno deferite a determinazione tecnica vincolante da parte di un esperto indipendente, con comprovata competenza nel miglioramento genetico o nella genetica.
(c) Arbitrato
Ogni controversia, o parte di essa, non risolta mediante mediazione o determinazione tecnica sarà definita in via definitiva mediante arbitrato, condotto da uno o più arbitri con riconosciuta esperienza in materia di proprietà intellettuale e varietà vegetali. Sede, lingua e legge applicabile saranno concordate dalle Parti.
L’avvio dell’arbitrato non impedirà la prosecuzione o il completamento della determinazione tecnica su specifiche questioni scientifiche, ove opportuno.
Conclusioni – Coltivare una cultura della risoluzione extragiudiziale e consensuale
L’ADR nella protezione delle varietà vegetali non è più un fenomeno marginale. Pur in assenza di un’integrazione formale nei sistemi UPOV e CPVO, tali quadri risultano sempre più compatibili con strumenti ADR ben progettati. La crescente complessità delle valutazioni EDV, il valore economico dell’innovazione e la dimensione transfrontaliera dello sfruttamento rendono l’ADR non solo attrattivo, ma necessario.
Integrare mediazione, arbitraggio e arbitrato nell’architettura contrattuale dello sfruttamento delle varietà vegetali, consente agli operatori di conseguire soluzioni più rapide, tecnicamente qualificate e commercialmente sostenibili. In tal modo, l’ADR diviene non un’alternativa al sistema di protezione delle varietà vegetali, ma una sua naturale estensione e un complemento in chiave di governance moderna e in un’ottica di effettività del diritto di accesso alla giustizia, anche in modalità consensuale.






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