📡 Digital Networks Act: quando la regolazione europea passa dalla ADR
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- 12 ore fa
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di Pierfrancesco C. Fasano
Introduzione
Il Digital Networks Act (DNA) è una proposta, adottata il 21 gennaio scorso, dalla Commissione Europea, e segna un passaggio cruciale nell’evoluzione del diritto europeo delle comunicazioni elettroniche. Non si tratta semplicemente di un aggiornamento tecnico del quadro TLC, ma di una riforma che incide direttamente sul modello di regolazione: per la prima volta, la normativa europea riconosce in modo espresso che negoziazione, mediazione e risoluzione extragiudiziale delle controversie costituiscono strumenti strutturali di governance del mercato digitale.
I Considerando (398–401) e gli articoli 188–190 delineano un impianto nel quale il conflitto non è più un’anomalia da reprimere, ma una dimensione fisiologica del mercato, da gestire attraverso processi regolati di dialogo.
Dall’accesso alla giustizia alla regolazione tramite processo
Il Considerando (398) chiarisce che le procedure di out-of-court dispute resolution costituiscono uno strumento rapido ed efficiente per garantire l’effettività dei diritti degli utenti finali, non solo consumatori, ma anche micro e piccole imprese. Gli Stati membri devono designare autorità o organismi indipendenti come enti ADR, pienamente conformi ai requisiti della Direttiva 2013/11/UE (ADR Directive).
Questa impostazione è recepita dall’articolo 188, che istituzionalizza l’ADR nel settore TLC, imponendo anche obblighi procedurali diretti agli operatori (trasparenza, complaint handling, cooperazione). L’ADR non è quindi un rimedio facoltativo, ma una componente strutturale della regolazione settoriale.
Le controversie tra imprese: la giustizia amministrativa regolatoria
Il Considerando (399) e l’articolo 189 introducono un modello ancora più avanzato. In caso di controversie tra operatori di reti o servizi nello stesso Stato membro, l’autorità nazionale di regolamentazione è chiamata ad adottare, su istanza di parte, una decisione vincolante, entro termini certi e sulla base di procedure efficienti.
Qui la mediazione lascia spazio a una vera e propria funzione quasi-giurisdizionale del regolatore: la controversia privata viene assorbita nel circuito pubblico e risolta in funzione degli obiettivi generali del Regolamento. Il diritto delle telecomunicazioni si configura così come uno dei pochi settori europei in cui la risoluzione delle controversie è parte integrante della politica industriale.
Le controversie transfrontaliere e il ruolo di BEREC
Il Considerando (401) e l’articolo 190 completano il quadro introducendo una procedura multilivello per le controversie tra imprese stabilite in Stati membri diversi. In tali casi, le autorità nazionali devono coinvolgere il BEREC (Body of European Regulators for Electronic Communications), che emette un parere vincolante di indirizzo, cui le decisioni finali devono conformarsi.
BEREC assume così una funzione inedita: non è un giudice, ma esercita un ruolo di coordinamento para-giurisdizionale, garantendo coerenza, uniformità e prevedibilità delle decisioni regolatorie a livello europeo. Si delinea una vera governance sovranazionale del conflitto TLC.
Il DNA nel sistema DSA–DMA–ADR Directive
Il Digital Networks Act si inserisce coerentemente nel più ampio ecosistema della digital regulation europea, accanto al Digital Services Act (DSA) e al Digital Markets Act (DMA).
La differenza è strutturale: mentre DSA e DMA operano prevalentemente tramite obblighi sostanziali ex ante, il DNA introduce una regolazione procedurale, fondata su:
obbligo di negoziazione in buona fede,
mediazione istituzionalizzata,
poteri decisori delle autorità nazionali,
coordinamento europeo tramite BEREC.
È l’evoluzione naturale della logica già affermata dalla ADR Directive, ma portata a un livello completamente nuovo: non più tutela del consumatore, bensì governo dei conflitti tra attori sistemici del mercato digitale.
Dalla norma al processo: la nuova razionalità regolatoria
Il cuore innovativo del DNA non è tanto nelle singole regole sostanziali, quanto nel metodo regolatorio. La norma non impone direttamente soluzioni economiche, ma progetta il processo entro cui le parti devono confrontarsi, negoziare e, se necessario, sottoporsi a decisione regolatoria.
Si afferma così un modello di “regolazione tramite procedura”, nel quale la funzione pubblica non è determinare l’equilibrio del mercato, ma garantire che tale equilibrio emerga attraverso meccanismi istituzionali di composizione del conflitto.
Conclusione: l’ADR come infrastruttura della governance digitale
Il Digital Networks Act consacra definitivamente negoziazione e mediazione come infrastruttura giuridica della governance digitale europea. Il settore TLC diventa il laboratorio avanzato di un modello regolatorio in cui la giustizia non è solo giudizio, ma processo, e in cui il conflitto non è patologia, ma strumento di costruzione delle regole del mercato.
In questa prospettiva, l’ADR non è più un’alternativa alla regolazione: ne diventa il cuore operativo. E BEREC si configura come il primo vero arbitro istituzionale europeo del mercato digitale delle reti.






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