
🌐 .Roma e Altri 1.600 Nuovi Domini Internet
Aggiornamento: 13 set
dalla Redazione di Cooling-Off, Rivista Digitale di MFSD
Una nuova fase per gli indirizzi Internet
Dopo quattordici anni, si apre una nuova fase per gli indirizzi Internet. ICANN, l’organizzazione che coordina il sistema dei nomi a dominio, ha chiuso il 12 agosto 2026 la finestra per richiedere nuove estensioni: quelle che compaiono alla fine di un indirizzo, come .it, .com o .cloud.
Le domande principali ricevute sono oltre 1.600. È un numero significativo, ma non indica quante nuove estensioni entreranno effettivamente in uso. Le richieste devono ancora superare i controlli e le valutazioni previsti dal programma. Inoltre, più soggetti potrebbero aver chiesto la stessa estensione o estensioni tra loro simili.
Che cosa significa chiedere una nuova estensione
Chi presenta una domanda non chiede di registrare un singolo indirizzo Internet. Chiede di gestire un’intera estensione: la parte finale che consentirebbe, in futuro, di creare indirizzi come “impresa.nuovaestensione”.
Il programma interessa quindi operatori del settore digitale, imprese, titolari di marchi e organizzazioni che intendono creare uno spazio riconoscibile per i propri servizi o per una determinata comunità. La nuova tornata apre anche alla possibilità di proporre estensioni in scritture diverse dall’alfabeto latino, ampliando le opportunità per gli utenti che utilizzano altre lingue.
Il prossimo passaggio: conoscere le domande
Il momento atteso è il Reveal Day, il giorno in cui ICANN pubblicherà le domande che avranno superato il controllo amministrativo. Sarà allora possibile conoscere le estensioni proposte, i richiedenti e le eventuali domande concorrenti.
ICANN prevede la pubblicazione entro nove settimane dalla chiusura della finestra, salvo circostanze straordinarie. Seguiranno le valutazioni delle domande e le procedure previste per osservazioni, obiezioni e conflitti tra richiedenti. La pubblicazione di un’estensione richiesta, quindi, non significherà che questa sia stata approvata.
L’Italia: Aruba presenta 39 proposte
Anche l’Italia partecipa a questa fase. Aruba, che già gestisce l’estensione .cloud, ha dichiarato di aver presentato 39 proposte, comprese quelle per estensioni sostitutive. Tra le parole rese noti figurano: .sito, .ciao, .pec e .roma, oltre a estensioni legate alla tecnologia o ad altri ambiti, come .vps, .lab, .gaming e .zen.
Si tratta, per ora, di richieste. Nessuna delle estensioni proposte può essere considerata già approvata o disponibile per la registrazione. La presenza di parole come .pec e .roma mostra tuttavia quanto la scelta di una nuova estensione possa toccare questioni che vanno oltre la tecnologia: l’identità di un territorio, il significato che il pubblico attribuisce a un termine e le regole con cui un futuro spazio digitale sarà gestito.
Le conseguenze per marchi e nomi a dominio
Per le imprese, nuove estensioni possono offrire occasioni per organizzare i propri servizi online e comunicare in modo più riconoscibile. Per i titolari di marchi rappresentano anche un motivo per aggiornare la sorveglianza sui nomi a dominio: un segno distintivo potrebbe comparire nella richiesta di un’estensione oppure, in futuro, in un indirizzo registrato sotto una nuova estensione.
Sono due situazioni diverse. La prima riguarda la domanda presentata a ICANN per ottenere un’estensione. Dopo la pubblicazione, chi ritiene lesi i propri diritti potrà valutare gli strumenti previsti dal programma e i relativi termini. La seconda potrà sorgere solo quando un’estensione sarà attiva e qualcuno registrerà al suo interno un nome a dominio potenzialmente lesivo di diritti altrui.
Conclusioni
Il Reveal Day permetterà di passare dai numeri ai nomi concreti. Imprese, enti e titolari di marchi potranno verificare quali estensioni siano state richieste e se alcune proposte meritino un esame più attento. Non tutte le somiglianze daranno luogo a una controversia, ma individuarle per tempo consentirà di valutare come tutelare i propri diritti.




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