💻 Direttiva UE ADR 2025/2647: come cambia la risoluzione delle controversie nell’era digitale
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- 16 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 21 gen
dalla redazione di Cooling Off, Rivista digitale di MFSD
Introduzione - Dalla giustizia formale all’accesso effettivo: il nuovo paradigma europeo dell’ADR
L’accesso alla giustizia nell’Unione Europea sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda. Sempre più spesso, la sua efficacia non viene valutata solo in base alla disponibilità formale dei tribunali, ma in funzione della capacità dei sistemi giuridici di offrire soluzioni tempestive, proporzionate e comprensibili in contesti di mercato complessi, digitali e transfrontalieri. In questo quadro si inserisce l’adozione della Direttiva (UE) 2025/2647, che rappresenta un passaggio chiave nella politica europea in materia di risoluzione alternativa delle controversie (ADR).
La Direttiva entrerà in vigore il 19 gennaio 2026, ossia il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, e impone agli Stati membri di recepirne le disposizioni negli ordinamenti nazionali entro il 19 luglio 2028.
Sebbene il provvedimento sia formalmente limitato alle ADR consumeristiche (controversie B2C), i suoi presupposti concettuali – accessibilità procedurale, preparazione digitale, proporzionalità e fiducia – hanno una portata che va ben oltre questo ambito. Per i fornitori di servizi di risoluzione delle controversie come MFSD, che opera esclusivamente nel campo delle controversie (B2B) tra imprese, la Direttiva offre indicazioni rilevanti sulla direzione delle politiche europee e sugli standard sempre più richiesti ai sistemi ADR credibili.
ADR e mercati digitali: perché la direttiva UE aggiorna le regole del giuoco
La Direttiva ADR del 2013 era stata concepita in un contesto economico diverso. Oggi le transazioni sono sempre più digitali, basate sui dati e spesso transfrontaliere. La Direttiva 2025/2647 risponde a questa evoluzione estendendo l’ADR consumeristica alle controversie relative a contenuti e servizi digitali, incluse quelle in cui il consumatore fornisce dati personali o altre forme di controprestazione non monetaria.
Pur non amministrando procedure ADR consumeristiche, MFSD osserva come questa attenzione allo scambio di valore digitale e agli obblighi post-contrattuali rifletta dinamiche ormai diffuse anche nei rapporti B2B, in particolare nei servizi di piattaforma, nelle licenze tecnologiche, nei contratti data-driven e negli accordi di servizi complessi.
ADR e controversie transfrontaliere: rafforzare la fiducia nel mercato unico
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’ampliamento dell’ambito territoriale e personale di applicazione. I meccanismi ADR consumeristici potranno ora coprire controversie che coinvolgono professionisti stabiliti al di fuori dell’Unione, purché il consumatore risieda in uno Stato membro e l’attività del professionista sia diretta verso il mercato europeo.
Questo rafforzamento della fiducia nel commercio transfrontaliero ha implicazioni di sistema più ampie. Anche nei contesti B2B, infatti, le imprese richiedono sempre più spesso strumenti di risoluzione delle controversie capaci di gestire in modo efficiente la complessità giurisdizionale, un’esigenza che caratterizza da tempo la prassi ADR internazionale di MFSD.
Intelligenza artificiale e ADR: efficienza, automazione e controllo umano
La Direttiva riconosce il ruolo degli strumenti automatizzati e dell’intelligenza artificiale nelle procedure ADR. L’automazione può supportare la gestione dei casi, la selezione preliminare e le funzioni di supporto decisionale, soprattutto nelle controversie ad alto volume. Tuttavia, la riforma stabilisce un limite chiaro: l’automazione non deve sostituire la responsabilità umana.
Questo principio è coerente anche con l’ADR B2B, dove le controversie coinvolgono spesso interessi strategici, relazioni commerciali di lungo periodo e quadri fattuali complessi. La tecnologia può migliorare l’efficienza solo se resta subordinata al giudizio umano, alla neutralità del decisore e al rispetto delle garanzie procedurali.
Partecipazione obbligatoria e ADR: superare il silenzio strategico
Uno degli aspetti più rilevanti sotto il profilo delle politiche pubbliche riguarda l’obbligo imposto ai professionisti di rispondere entro termini definiti quando vengono contattati da un organismo ADR. Il silenzio può essere considerato come rifiuto, con possibili conseguenze previste dal diritto nazionale.
Anche se MFSD opera al di fuori del perimetro dell’ADR consumeristica, questa impostazione normativa rafforza un messaggio chiaro: la partecipazione costruttiva alla risoluzione delle controversie è parte integrante di una condotta di mercato responsabile, non una mera opzione. Un principio che da sempre ispira le migliori pratiche nella mediazione e nell’arbitrato tra imprese.
Proporzionalità procedurale e gestione dei casi ADR
La Direttiva consente inoltre il trattamento congiunto di controversie consumeristiche simili per migliorare l’efficienza, purché sia garantita piena trasparenza nei confronti delle parti. Questa logica di proporzionalità richiama approcci già consolidati nei sistemi ADR B2B più evoluti, dove la progettazione della procedura è adattata alla tipologia della controversia, al valore in gioco e alla sua complessità.
Perché la nuova direttiva UE sull’ADR è rilevante anche per le controversie B2B
Sebbene la Direttiva (UE) 2025/2647 si applichi formalmente all’ADR consumeristica, essa invia un chiaro segnale regolatorio all’intera comunità della risoluzione delle controversie. L’Unione europea promuove un modello di ADR accessibile, digitalmente competente, proporzionato e fondato sulla fiducia.
Per i fornitori di ADR B2B, questo rafforza alcune direttrici strategiche fondamentali:
la progettazione procedurale diventa una vera aspettativa regolatoria;
la tecnologia è uno strumento di supporto, non un sostituto del decisore;
il coinvolgimento delle parti è la regola, non l’eccezione;
la dimensione transfrontaliera è strutturale, non occasionale.
La focalizzazione di lungo periodo di MFSD su soluzioni ADR B2B su misura, una governance etica solida e una forte capacità operativa internazionale colloca il nostro Centro di ADR all’interno di questa visione europea in evoluzione, preservando al contempo l’autonomia delle controversie tra imprese.
Conclusione. Oltre l’ADR consumeristica: i nuovi standard europei della giustizia alternativa
La Direttiva (UE) 2025/2647 è formalmente limitata all’ADR consumeristica, ma la sua portata va ben oltre. Essa delinea una visione contemporanea della risoluzione delle controversie fondata su accessibilità, consapevolezza digitale, responsabilità e fiducia.
Per MFSD, fornitore di servizi di risoluzione delle controversie dedicato esclusivamente alle controversie B2B tra imprese, la Direttiva non modifica le competenze operative, ma offre una bussola di policy di grande valore. La sfida sarà garantire coerenza tra i modelli B2C e B2B; l’opportunità, invece, è consolidare l’ADR come pilastro centrale di una giustizia efficace, capace di sostenere mercati, istituzioni e operatori economici con credibilità e legittimazione.






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