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⛑️ Dai Corridori Umanitari alla Risoluzione delle Controversie: ripensare la Mediazione con la Naivasha Grid

Credit: Centre of Competence of Humanitarian Negotiation - Frontline Negotiations
Credit: Centre of Competence of Humanitarian Negotiation - Frontline Negotiations

di Pierfrancesco C. Fasano


Introduzione


Nella mediazione civile e commerciale, il successo o l’insuccesso di una procedura dipendono spesso meno dalle regole giuridiche e più dalla qualità della preparazione, dall’allineamento interno delle parti e dalla capacità di condurre un dialogo strutturato.


La Naivasha Grid (vedi foto sopra) offre una mappa concettuale e operativa che consente di leggere, pianificare e guidare i processi negoziali complessi. Pur essendo nata in un contesto radicalmente diverso da quello delle controversie civili e commerciali, la sua logica si presta a una trasposizione efficace anche nella mediazione, a condizione di rispettarne lo spirito e di adattarne l’applicazione.


Origine e significato della Naivasha Grid


La Naivasha Grid nasce nell’ambito della negoziazione umanitaria internazionale ed è stata sviluppata come strumento pratico di pianificazione e analisi dei processi negoziali dal Centre of Competence on Humanitarian Negotiation.


Il nome deriva da Naivasha, località del Kenya che ha ospitato negoziati umanitari e politici particolarmente complessi, caratterizzati da pluralità di attori, forti asimmetrie di potere, vincoli istituzionali e urgenze operative.


In quel contesto emerse l’esigenza di uno strumento capace di rendere visibili ruoli, livelli decisionali e sequenze di intervento in sistemi negoziali ad alta complessità.


La Grid prende quindi il nome non solo da un luogo geografico, ma da un approccio metodologico: rendere esplicito ciò che spesso rimane implicito nella negoziazione.


Cos’è la Naivasha Grid


La Naivasha Grid struttura la negoziazione distinguendo tra:

• negoziatore in prima linea, che conduce il confronto;

• team di supporto, che elabora analisi, opzioni e valutazioni di rischio;

• mandante, che detiene l’autorità decisionale e definisce i limiti dell’accordo.


La Grid funziona sia come strumento di preparazione ex ante, sia come chiave di lettura diagnostica dei blocchi negoziali.


Primo passo – Traduzione dei ruoli nella mediazione civile e commerciale


Nel contesto della mediazione civile e commerciale, i negoziatori in prima linea sono normalmente i difensori e i rappresentanti delle parti presenti al tavolo. Il mediatore assume invece il ruolo di architetto del processo, responsabile della cornice procedurale e della qualità dell’interazione.


Il team di supporto comprende consulenti tecnici, finanziari, assicurativi o organizzativi, mentre il mandante è il soggetto dotato del reale potere di autorizzare l’accordo.


La chiara identificazione di questi ruoli prima dell’avvio della procedura riduce il rischio di stalli decisionali e rafforza la credibilità del processo.


Secondo passo – Analisi del contesto: dalla crisi umanitaria al conflitto commerciale


Come nei contesti umanitari, anche nelle controversie commerciali la Grid invita a distinguere tra fatti, assunzioni e incertezze. L’analisi non si limita alle pretese giuridiche, ma individua ciò che è realmente in gioco: liquidità, continuità dei rapporti, reputazione, precedenti, governance interna.


Le fasi preparatorie della mediazione diventano così momenti strutturati di costruzione del contesto negoziale.


Terzo passo – Stakeholder, interessi e vincoli decisionali


Raramente una controversia civile o commerciale coinvolge solo due soggetti.


La Grid aiuta a mappare stakeholder diretti e indiretti: finanziatori, assicuratori, regolatori, soci, clienti strategici.


L’emersione anticipata di vincoli legittimi—limiti di delega, policy interne, obblighi normativi—consente di formulare proposte realistiche e sostenibili.


Quarto passo – Progettare la zona del possibile accordo


Applicata alla mediazione, la Naivasha Grid consente di costruire una mappa degli accordi possibili, che include variabili economiche e non economiche: tempistiche, riservatezza, riconoscimenti, licenze, assetti organizzativi, impegni futuri.


Il mediatore può così guidare una sequenza progressiva di scambi, evitando irrigidimenti prematuri.


Quinto passo – La fiducia come risultato operativo


Uno dei contributi più significativi della Grid è la concezione della fiducia come esito di un processo strutturato, non come presupposto emotivo.


Attraverso regole di comunicazione chiare, sintesi neutrali e micro-impegni verificabili, la mediazione costruisce prevedibilità. Nel mondo commerciale, la prevedibilità è una forma essenziale di fiducia.


Sesto passo – La coreografia del processo e il ruolo del mediatore


L’approccio sequenziale della Grid aiuta il mediatore a decidere quando privilegiare sessioni congiunte e quando ricorrere ai caucus.


L’introduzione di punti di passaggio decisionali consente di mantenere il controllo del ritmo negoziale senza esercitare pressioni indebite sulle parti.


Settimo passo – Salvaguardie diplomatiche e face-saving


Nata in contesti umanitari ad alta sensibilità politica, la Grid incorpora una forte attenzione alla tutela della dignità delle parti.


Applicata alla mediazione, consente di separare contenuto, processo e autorità, facilitando il face-saving e permettendo che le concessioni siano percepite come scelte razionali di gestione del rischio.


Conclusione


La Naivasha Grid nasce per gestire negoziazioni estreme, ma proprio per questo offre strumenti preziosi anche alla mediazione civile e commerciale. Utilizzata come infrastruttura metodologica silenziosa, rafforza la preparazione, chiarisce l’autorità decisionale e struttura il dialogo.


Il risultato è una mediazione più matura, in cui le parti possono passare dalle posizioni agli esiti con fiducia, discrezione e dignità istituzionale.



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