
⛑️ Al REAS 2026 CISOM, MFSD e International School of Negotiation hanno simulato una risposta condivisa a una crisi umanitaria
COMUNICATO STAMPA
Nel seminario esperienziale di Montichiari, volontari, operatori, amministratori e cittadini hanno affrontato il problema dell’accoglienza di 240 persone in fuga attraverso ascolto, negoziazione integrativa e LEGO® SERIOUS PLAY®: il lavoro ha portato alla definizione di un piano di transizione condiviso
Montichiari, 11 ottobre 2026 – Individuare in tempi rapidi dove e come accogliere 240 persone in fuga, conciliando sicurezza, servizi, logistica e bisogni della comunità ospitante: è stato questo l’obiettivo del seminario sulla negoziazione umanitaria svoltosi sabato 10 ottobre al Centro Fiera di Montichiari, nell’ambito del REAS – Salone Internazionale dell’Emergenza 2026. Su invito del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), MFSD e International School of Negotiation (ISN) hanno coinvolto volontari di Protezione Civile, operatori umanitari civili e militari, amministratori locali e cittadinanza attiva in una simulazione basata su ascolto, negoziazione integrativa e progettazione con LEGO® SERIOUS PLAY®, conclusa con l’elaborazione di un piano di transizione condiviso.
MFSD e International School of Negotiation (ISN), invitate dal Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), hanno contribuito all’organizzazione e allo svolgimento dell’incontro, rivolto a volontari di Protezione Civile, operatori umanitari civili e militari, amministratori locali e cittadinanza attiva.
L’attività ha proposto un’esperienza di apprendimento partecipato: affrontare una crisi simulata, assumere il punto di vista dei diversi attori e costruire insieme una risposta capace di coniugare protezione delle persone, fattibilità logistica e convivenza con la comunità locale.
Il contributo di Jack Cambria: ascolto ed empatia nelle situazioni di crisi
Il seminario è stato preceduto da una videointervista e da un saluto di Jack Cambria, già alla guida dell’Hostage Negotiation Team del New York City Police Department e direttore scientifico di International School of Negotiation.
Il suo contributo ha richiamato l’importanza del dialogo e dell’ascolto attivo nelle situazioni di crisi, insieme alla capacità di riconoscere le emozioni e di esercitare empatia. Competenze che aiutano a comprendere bisogni e preoccupazioni, instaurare una relazione e creare le condizioni per un confronto anche quando la tensione è elevata.
«Dove accogliere le persone in fuga?»: una simulazione tra urgenza e convivenza
Il laboratorio, della durata di due ore, ha utilizzato uno scenario di fantasia ambientato nel comune di Valle Serena, una comunità di circa 8.000 abitanti chiamata ad accogliere improvvisamente 240 persone in fuga da gravi disordini nella regione confinante.
Nello scenario, le persone erano ospitate provvisoriamente nella palestra comunale: uno spazio saturo, privo di adeguata privacy e da restituire alle scuole e alle associazioni sportive entro 48 ore. Occorreva quindi individuare un’area per l’accoglienza temporanea e definirne l’organizzazione, tenendo conto della presenza di famiglie, bambini, anziani e persone con disabilità o esigenze sanitarie.
Due le aree disponibili, ciascuna con opportunità e criticità. Il piazzale della fiera disponeva di accessi per i mezzi pesanti e di collegamenti alle reti idrica e fognaria, ma ospitava il mercato settimanale, essenziale per il commercio e la vita sociale del paese. L’ex vivaio comunale era vicino all’ambulatorio, ma presentava difficoltà di approvvigionamento idrico, un terreno esposto al fango e un ponte che limitava il passaggio dei mezzi logistici.
Il confronto richiedeva di valutare insieme sicurezza, accessibilità, servizi igienici, assistenza sanitaria, continuità delle attività locali e organizzazione dei soccorsi. La scelta del luogo diventava così anche una decisione sulla qualità della vita quotidiana e sulle relazioni tra persone accolte e comunità ospitante.
Quattro prospettive al tavolo, una risposta da costruire insieme
I partecipanti hanno assunto i ruoli di quattro gruppi: organizzazione umanitaria e volontari; Comune e Protezione Civile locale; residenti e commercianti; rappresentanti delle persone in fuga.
Le schede di ruolo attribuivano a ciascun gruppo un mandato, priorità, risorse e limiti, oltre a informazioni riservate da far emergere durante il confronto. Questa impostazione invitava a preparare il negoziato, formulare domande e comprendere quali esigenze si trovassero dietro le richieste iniziali.
L’attività è stata orientata alla negoziazione integrativa: individuare possibilità di collaborazione attraverso la condivisione di informazioni e l’impiego coordinato delle risorse. Tra i temi da affrontare figuravano la tutela del mercato, l’accesso dei mezzi di soccorso, la disponibilità di acqua potabile, la vicinanza ai servizi medici e percorsi utilizzabili dalle persone con mobilità ridotta.
Particolare rilievo è stato dato alla partecipazione dei rappresentanti delle persone in fuga, chiamati a esprimere i bisogni della vita quotidiana e le risorse che le persone accolte potevano mettere a disposizione della gestione comune.
LEGO® SERIOUS PLAY® per rendere visibili bisogni, vincoli e soluzioni
Il role-playing negoziale è stato accompagnato da un mapping spaziale e qualitativo tramite LEGO® SERIOUS PLAY®. La costruzione della mappa ha consentito di rappresentare alloggi, servizi sanitari, punti acqua, accessi, mercato e spazi comunitari, rendendo più immediata la discussione delle proposte.
I modelli hanno aiutato a visualizzare le conseguenze delle scelte: la collocazione di un servizio, un percorso poco accessibile o un’interferenza con la viabilità potevano essere osservati e discussi insieme. La rappresentazione condivisa ha offerto un supporto concreto al dialogo, collegando le esigenze espresse dai gruppi all’organizzazione degli spazi.
Il percorso formativo prevedeva inoltre l’introduzione di nuove criticità durante il negoziato e un confronto finale guidato, per riflettere sulla capacità di adattamento, sull’ascolto e sul rapporto tra rapidità della risposta e qualità dell’accoglienza.
Un piano di transizione elaborato dai partecipanti
Il seminario ha visto come formatori e facilitatori Lorenzo S. Massucchielli, Responsabile Internazionale del CISOM; Pierfrancesco C. Fasano, volontario CISOM e Responsabile Scientifico di MFSD; Vittoria Poli, ideatrice e cofondatrice di International School of Negotiation; Mario Cavolo, Research Executive e formatore ISN.
L’esito dell’attività è stato un originale piano di transizione elaborato dagli attori della simulazione con il supporto dei facilitatori. Il risultato ha trasformato esigenze differenti in una proposta condivisa.
L’esperienza al REAS ha portato l’attenzione sul valore operativo delle competenze negoziali nell’emergenza. Accanto alla preparazione tecnica e logistica, dialogo, ascolto e capacità di coordinamento contribuiscono a costruire risposte attente alla dignità delle persone e alla vita delle comunità. La collaborazione tra CISOM, MFSD e International School of Negotiation ha offerto uno spazio concreto per esercitare queste competenze attraverso il confronto e l’apprendimento sul campo.




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