Rivista di Diritto e Pratica della Risoluzione delle Controversie in materia di Proprietà Industriale
Anno 1 - Numero 0
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Indicazioni Geografiche contro ICANN su .wine e .vin

Milano, 3 dicembre 2013. Nulla di fatto (o poco più) alla fine della riunione ICANN (ente di governo di Internet) a Buenos Aires (17-21 novembre) per gli eno-domini: .wine e .vin. I governi, che sono divisi sulla questione della tutela delle Indicazioni Geografiche (IG), hanno chiesto ad ICANN di ottenere un parere legale. In parallelo, sono proseguite le discussioni tra i soggetti che hanno richiesto l'assegnazione dei due domini e il settore del vino. EFOW, la Federazione europea delle Denominazione d'Origine dei Vini, ha partecipato alle discussioni a Buenos Aires ed ha invitato ICANN a non creare e assegnare la gestione di questi due nuovi nomi di dominio e ha proposto soluzioni concrete ai candidati alla gestione. La lotta è apparsa impari quantomeno nei numeri: 34 membri (a favore di una posizione che tutela le IG) contro 3 (schierati per un lancio delle registrazioni dei domini senza tutele). Per diversi mesi un numero crescente di governi in seno al GAC (Governmental Advisory Committee) hanno chiesto ICANN di non creare il .wine e .vin, per la mancanza da parte dei richiedenti dell'adozione di misure di tutela dell'Indicazioni Geografiche (IG). Da agosto ICANN aveva favorito acché il settore vitivinicolo e le società candidate trovassero un accordo in vista di una decisione definitiva a Buenos Aires. Nella capitale argentina, il .wine e .vin sono rimasti un punto fermo di una controversia in un clima di tensione tra gli europei e gli Stati Uniti sulla governance di Internet e il funzionamento dell'ICANN. Da un lato, una coalizione di 34 Paesi, guidati dall'Unione europea e sostenuti dai Paesi latino-americani e africani, ha chiesto che le IG vengano prese in considerazione. D'altra parte, 3 Paesi, compresi gli Stati Uniti, hanno chiesto di creare il .wine e .vin, senza tutelare le IG. Un divertente aneddoto riportato dal Rapporto finale sul meeting (allegato in inglese) rivela che al termine della sessione pubblica sul tema degli eno-domini, il rappresentante iraniano in seno al GAC ha cercato di fare da pontiere tra la posizione europea e quella americana. In ogni caso, dopo difficili negoziati, i membri del GAC hanno concordato di chiedere ad ICANN di ricercare un parere legale per capire meglio che cosa è in gioco, al fine di prendere una decisione del punto. L'Unione Europea difende un approccio multi-interessi (multi-stakeholder) nella creazione dei nomi di dominio, auspicando che il dialogo tra il settore e i candidati abbia successo. Un dato confortante è che per la prima volta in 4 mesi, a Buenos Aires ci sono state discussioni costruttive tra alcuni candidati e produttori di vino. Queste imprese hanno proposto, come altri hanno fatto prima, per esempio il .bio, una soluzione che consentirebbe la protezione delle IG. E' opinione anche della Federazione Europea delle Denominazione d'Origine dei Vini (EFOW) che questi nuovi nomi a dominio rappresentino un'opportunità per il settore se e solo se le società candidate forniscano tutele alle IG. EFOW sosterrà e promuoverà questi nomi a dominio solo se le IG verranno protette. Indipendentemente della decisione di ICANN, il successo di questi nomi a dominio in gran parte dipende dal settore europeo e dei suoi operatori. L'auspicio è che i richiedenti l'assegnazione della gestione abbiamo un approccio paritetico (win-win) e che l'ICANN rispetti il principio dichiarato della comprensione dei diritti di tutti i soggetti portatori di interessi di settore. Prossima puntata: riunione ICANN a Singapore nel marzo 2014Allegato (in inglese) Report sul ICANN Meeting. [Riproduzione riservata]

 
 

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