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Risoluzione Stragiudiziale delle Controversie in materia di Proprietà Industriale
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8 Dicembre 2021
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Domini

I domini identificano in maniera univoca una persona, un’azienda o un’organizzazione su Internet.

Sono sequenze di lettere (anche accentate) e/o numeri, combinate dagli utenti secondo fantasia, ma in modo che possano essere facilmente memorizzate. Anch'essi, come gli indirizzi veri e propri, sono unici e non possono essere duplicati: a una sequenza di numeri corrisponderà sempre e comunque un solo dominio, e viceversa.

I domini, considerati segni distintivi, sono tutelati dal diritto italiano, comunitario e internazionale.

Dietro un dominio possono celarsi interessi economici o morali spesso sottovalutati. E anche la distanza geografica delle parti in lite per uno stesso dominio e la relativa novità di questo segno distintivo nel panorma giuridico e giurisprudenziale porta le imprese e cittadini a non ritenersi soddisfatti (per tempi, costi e difetto di competenze tecnico-nformatiche) della tutela che un Tribunale tenta di garantire.

E' la ragione per la quale per risolvere una controversia su un dominio e per contrastare l'attività di accaparramento di domini di marchi in Italia e nel mondo si è diffusa dal 2000 una procedura di risoluzione alternativa delle controversie: la riassegnazione (vedi la sezione Riassegnazione).

Oggi a tale procedura (rapida, economica, semplice e a distanza) dalla quale deriva una decisione, si è aggiunta in Italia la mediazione, che presenta le medesime caratteristiche e vantaggi, ma si differenzia per la natura facoltativa e conciliativa, quindi non decisoria. La mediazione può essere avviata prima della ri-assegnazione e ben si combina con la procedura di opposizione, che il Registro ".it" richiede di avviare prima di introdurre una riassegnazione. Il vantaggio della mediazione rispetto all'opposizione è che se le parti raggiungono una conciliazione a seguito della mediazione il verbale, una volta approvato (omologato) dal Tribunale, può costituire titolo esecutivo per la legge sulla mediazione: la parte che non rispetta una delle obbligazioni assunte nel verbale può essere costretta ad adempiere (ad es. a trasferire il dominio), subito, senza ulteriori lunghi e con i costi a carico delle parti inadempiente.

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Video

In alto a sinistra. Che cos’è un dominio ? Dove si registra ? E cos’è il Dns ? E ancora, cosa sono i “Country code top level domain” ? Queste e altre domande troveranno risposta in questo numero di “Chiedilo al Cnr”, dedicato al mondo dei nomi Internet, in generale, e al .it. Tutto inizia con una metafora molto semplice: se Internet fosse una grande città, i nomi a dominio sarebbero delle strade e pertanto, come quest’ultime, sono unici e non esistono duplicati. I nomi Internet, nel linguaggio del computer, corrispondono a una sequenza numerica, ma la mente dell’uomo memorizza meglio una sequenza costituita da lettere (o alfanumerica) che soltanto dei numeri: per questa ragione, altri computer (Dns, Domain Name System) trasformano i numeri in lettere. Nasce così il nome a dominio ! Ma chi registra questi nomi sulla Rete ? Strutture pubbliche o private denominate “anagrafe” che “assegnano” quel tale nome a quello specifico utente. (CNR di Pisa - 2015)

In alto a destra.
 Che cos'è un nome a dominio ? Risponde Domenico Laforenza, Ricercatore Emerito CNR, già Direttore del Registro .it. Una produzione Rai Inclusione Digitale, in collaborazione con l'Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa, per la serie Domande Snack. 

Al centro, a sinistra. Quanto è importante registrare il proprio marchio secondo le regole nazionali ? È fondamentale per proteggerti dalle contraffazioni, in Italia, in Europa e in tutto il mondo. Per valorizzare i tuoi prodotti evitando la concorrenza di marchi uguali o simili. Online, per stare più sicuro, oltre al marchio devi registrare anche il nome a dominio, unico su scala mondiale. Proteggere il tuo marchio è una scelta conveniente che porta valore al tuo business. (Registro.it, 2015)

Al centro, a destra, intervista al Dott. Alberto Negri (Studio Marietti Trupiano Gislon) sui domini e procedure di risoluzione delle controversie, tratta da You Impresa, canale della Camera di Commercio di Milano. 

In basso a sinistra, ICANN, l'organizzazione che presiede ai nomi di dominio su Internet, ha creato la Trademark Clearinghouse (http://www.trademark-clearinghouse.com). Si tratta di una banca dati centrale dei marchi validati. La Trademark Clearinghouse è l'unico mezzo autorizzato, e universale, a disposizione dei titolari per la tutela dei loro marchi durante le fasi di lancio e decollo di ogni nuovo gTLD. Il video è in inglese, sottotitolato in italiano.

In basso a destra, troverete il video della campagna pubblicitaria istituzionale (2011) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa, presso il quale l'Istituto d'Informatica e Telematica (IIT) gestisce il Registro dei domini .it. Una interessante sintesi della storia di Internet in Italia

Giurisprudenza commentata

La mera registrazione di un nome a dominio non può costituire in sé la prova di un utilizzo “nella normale prassi commerciale” e quindi non è idonea a garantire al titolare la tutela del marchio
. Il 14 maggio 2013 il Tribunale dell'UE ha emesso sentenza conclusiva delle cause riunite T-321/11 e T-322/11 (Morelli v. UAMI; controinteressati: Associazione nazionale circolo del popolo della libertà e Brambilla) in punto di marchi comunitari e nomi a dominio. Un provvedimento destinato a far parlare di sé, giacché mette in discussione alcune norme del Codice della Proprietà Industriale ed Intellettuale, in particolare l'art. 22 “Unitarietà dei segni distintivi” e del Codice Civile, in particolare l'art. 2598 “Atti di concorrenza sleale”. (abstract dell'articolo I rapporti tra marchio registrato e domain name alla luce della recente giurisprudenza del tribunale dell'Unione Europea. Verso la fine dell'unitarietà dei segni distintivi ? di Andrea Pietro Longoni in Il Caso.it, II, 128/2013). L'articolo è consultabile e citabile, previa menzione dell'autore e della fonte. A corredo anche la sentenza del Tribunale dell'Unione Europea. 

Ultima modifica: 26.08.13, ore 13:27 
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P19 t231(1)
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