MFSD
Risoluzione Stragiudiziale delle Controversie in materia di Proprietà Industriale
MFSD on You Tube
MFSD on Facebook
en_UK
8 Dicembre 2021
Login
Pass
Accedi
Antitrust

Restringono la concorrenza, danneggiando i consumatori o gli altri concorrenti e, pertanto, sono incompatibili con il mercato e quindi vietati i seguenti accordi o comportamenti fra le imprese:

  • fissazione direttamente o indirettamente dei prezzi d'acquisto o vendita ovvero tutte le transazioni
  • limitazione o controllo della produzione, degli sbocchi, dello sviluppo tecnico o degli investimenti
  • ripartizione dei mercati
  • applicazione, nei rapporti commerciali con gli altri contraenti, delle condizioni dissimili per prestazioni equivalenti
  • subordinazione della conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che non abbiano alcun nesso con l'oggetto dei contratti stessi.

PRATICHE COMMERCIALI

Nell'ambito dell'antitrust rientrano anche le pratiche commerciali, che sono qualsiasi azione, omissione, condotta, o dichiarazione, comunicazione commerciale (compresa la pubblicita' e la commercializzazione del prodotto), posta in essere da un professionista o impresa per la promozione, vendita o fornitura di un bene o servizio ai consumatori.

Sono vietate le pratiche commerciali scorrette: una pratica diventa scorretta e perciò illegale se è contraria alla diligenza ed è falsa o idonea a falsare il comportamento economico del consumatore che essa raggiunge, inducendolo a prendere una decisione che non avrebbe diversamente preso.

Le norme si applicano alle pratiche commerciali prima, durante e dopo un'operazione commerciale relativa a un prodotto o servizio. Oltre alla pubblicità vengono sottoposte a queste norme anche promozioni, comunicazioni, contratti, offerte e altre forme di sollecitazione all'acquisto o cessione di beni o servizi.

Rientrano tra le pratiche commerciali scorrette le forniture non richieste relative a contratti attivati a distanza e i servizi finanziari non richiesti relativi a contratti attivati a distanza (es. bancari, finanziari, assicurativi).

Le pratiche commerciali scorrette possono essere qualificate ingannevoli o aggressive.

PRATICHE INGANNEVOLI

Una pratica commerciale è da considerarsi ingannevole se contiene informazioni non corrette o non corrispondenti al vero o, anche se corretta, che in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore, inducendolo a prendere una decisione che non avrebbe altrimenti preso, avendo riguardo ad uno o più elementi quali ad esempio:

  • l’esistenza o la natura del prodotto;
  • le caratteristiche principali del prodotto;
  • il prezzo o il modo in cui questo è calcolato.

Una pratica commerciale è inoltre ingannevole se omette informazioni rilevanti di cui il consumatore ha bisogno per prendere una decisione oppure occulta o presenta in modo oscuro, incomprensibile, ambiguo o intempestivo le informazioni rilevanti di cui il consumatore ha bisogno per prendere una decisione.

A titolo esemplificativo, sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:

  • l'affermazione non corrispondente al vero, da parte di un professionista, di essere firmatario di un codice di condotta
  • esibire un marchio di fiducia, di qualità o un marchio equivalente senza aver ottenuto la necessaria autorizzazione
  • invitare all'acquisto di prodotti ad un determinato prezzo senza rivelare l'esistenza di ragionevoli motivi.

PRATICHE AGGRESSIVE

Una pratica commerciale è da considerarsi aggressiva se, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica, o indebito condizionamento (ad es. lo sfruttamento di una posizione di potere per esercitare pressioni), limita o è idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore, tanto da indurlo a prendere una decisione che altrimenti non avrebbe preso.

Rientrano in questo ambito, per esempio, tutti i casi in cui i venditori facciano uso di minacce fisiche o verbali, sfruttino qualsivoglia evento tragico o fatto grave per influenzare il consumatore, pongano ostacoli - non previsti da un contratto - onerosi o sproporzionati alla libertà del consumatore di far valere i propri diritti contrattuali, minaccino di promuovere azioni legali in modo temerario o palesemente infondato.

A titolo esemplificativo, sono considerate in ogni caso aggressive le seguenti pratiche commerciali:

  • creare l'impressione che il consumatore non possa lasciare i locali commerciali fino alla conclusione del contratto
  • effettuare visite presso l'abitazione del consumatore, ignorando gli inviti del consumatore a lasciare la sua residenza o a non ritornarvi
  • effettuare ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, via fax, per posta elettronica o mediante altro mezzo di comunicazione a distanza.

Competente ad accertare, decidere e, se del caso, sanzionare è Autorità Garante per il Mercato e la Concorrenza (AGCM) o il Giudice.

AGCM

Per la repressione delle pratiche commerciali scorrette è competente l'AGCM, la quale può agire d'ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse.

L' AGCM vigila sulla comunicazione commerciale, inibisce la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne elimina gli effetti; essa ha poteri investigativi ed esecutivi e può avvalersi della collaborazione della Guardia di Finanza; in caso di diffusione della pratica commerciale attraverso i mass-media l'AGCM, prima di provvedere, deve richiedere il parere dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).

L'AGCM può:

  • disporre con provvedimento motivato la sospensione provvisoria delle pratiche commerciali scorrette;
  • richiedere al proprietario del mezzo di comunicazione che ha diffuso la pratica ogni informazione idonea ad identificare il committente
  • richiedere a imprese, enti o persone informazioni e documenti rilevanti ai fini dell'accertamento dell'infrazione
  • richiedere al professionista indagato di fornire la prova dell'esattezza dei dati di fatto relativi alla pratica commerciale; se la prova fornita è insufficiente, i dati si considerano inesatti: è una vera e propria inversione legale dell'onere della prova
  • ottenere dal professionista l'impegno a porre fine all'infrazione, cessando la diffusione della pratica o modificandola, definendo il procedimento senza procedere all'accertamento dell'infrazione
  • vietare la diffusione della pratica non ancora divulgata o la continuazione di quella già iniziata, ordinando la pubblicazione della delibera anche comprensiva di una dichiarazione di rettifica
  • irrogare sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 2.000 euro fino a 500.000 euro in base alla gravità e alla durata della violazione
  • disporre, in caso di reiterata inottemperanza ai provvedimenti sanzionatori disposti, la sospensione dell'attività di impresa fino a 30 giorni.
IL GIUDICE

Contro le decisioni dell'AGCM si può proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) che ha su di esse giurisdizione esclusiva. Resta salva la giurisdizione del Giudice (Tribunale Sezione Specializzata in materia d'Impresa) in materia di concorrenza sleale, diritto d'autore e proprietà industriale.

IL GIURI' E IL COMITATO DI CONTROLLO

In alternativa alla normativa statale, si può invocare il Codice di autodisciplina delle comunicazione commerciale, giunto alla 55ª edizione, in vigore dal 23 agosto 2012 (la prima è del 12 maggio 1966). Esso assicura che la comunicazione commerciale venga realizzata come servizio per il pubblico, con speciale riguardo alla sua influenza sui consumatori.

Il Codice di autodisciplina è applicato ed interpretato dal Giurì e dal Comitato di controllo, organi arbitrali istituiti dal Codice, che costituiscono ormai qualificati punti di riferimento nell'applicazione delle norme e dei princìpi in materia. Sono composti da personalità di riconosciuta levatura culturale e professionale scelte tra esperti di diritto, di problemi dei consumatori, di comunicazione.

MEDIAZIONE

Prima di segnalare la violazione antitrust all'AGCM o dopo la multa dell'AGCM, le associazioni dei consumatori, le imprese coinvolte e gli interessati in genere possono attivare una procedura di mediazione, che può risolvere con rapidità, professionalità ed efficacia un contenzioso lungo e costoso. 

© Riproduzione riservata

VIDEO

Qui sotto un video della campagna di comunicazione istituzionale dell'AGCM dedicato alle pratiche commerciali scorrette, nel quale s'indicano dati e modalità di funzionamento del procedimento di contrasto a tali fenomeni. E un video di Euronews (del 18 marzo 2013) sulla diffusione di tali pratiche anche tra le grandi imprese.

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=GLQ2eXWDPQY]
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=asSKG7LHluU]
Home
Chi Siamo +
Mediazione +
Normativa
Organismo
Moduli
Mediatori
Esperti
Procedure
Tariffe
Modelli di Clausole
Giurisprudenza
Marchi
Brevetti
Invenzioni dei Dipendenti
Modelli / Disegni
Indicazioni Geografiche
Diritto d'Autore
Pubblicità
Domini
Segreti Aziendali
Antitrust
Concorrenza Sleale
Beni Artistici e Culturali
Cooling Off +
Dispute Domini .it +
Dispute Nuovi Domini
Formazione +
Novità
Contatto
Registrazione
Privacy
Cookie
Segnalazioni
COOLING OFF
Euro net Mediation Center
European Justice